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Palazzo Buonaccorsi
 
 
 
 
 
  
 

La Famiglia Buonaccorsi

 
I Buonaccorsi, in particolar modo Simone, nel corso del XVII secolo ebbero la tendenza a ristabilirsi nella loro terra d'origine e nel 1652, grazie a Buonaccorso divenuto all'epoca Chierico di Camera, riottennero la nobiltà maceratese. Ottenuta così l'affermazione della famiglia, Simone decise di dare alla casata un edificio corrispondente alla sua potenza economica ed al titolo comitale.

Nel 1717 aveva speso l'ingente somma di 19.530 scudi ma alla sua morte, avvenuta nel 1743, aveva lasciato ai suoi discendenti un edificio degno di loro e della loro città.  

Nel 1746, a soli tre anni dalla morte di Raimondo Buonaccorsi, la famiglia ottenne l'ammissione al patriziato di Roma da Papa Benedetto XIV spostando nella Capitale i propri interessi.

Nel 1853 un membro della famiglia, Flavio, dopo aver sposato la principessa Angela Chigi, decise di tornare a Macerata e provvide al restauro del palazzo con importanti trasformazioni quali l'inserimento della loggia sul fronte nord.   Per il palazzo, utilizzato sia dalla famiglia sia da una serie di affittuari, iniziò un periodo di decadenza, fino all'acquisto da parte del Comune nel 1967.