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Palazzo Buonaccorsi
 
 
 
 
 
  
 

La Storia dei Musei

 
Una prima forma di conservazione civica ante litteram è quella del Museo delle Antichità Picene consistente inizialmente nella raccolta di monete antiche e di reperti archeologici provenenti da Helvia Ricina, esso trova sistemazione presso i restaurati locali della Biblioteca comunale soltanto nel 1822.

L'istituzione di una vera e propria «pinacoteca patria» è determinata nel 1860 dal lascito del pittore e restauratore Antonio Bonfigli. Il contenuto di tale Pinacoteca, insieme ai quadri provenienti dal soppresso collegio gesuitico, a quelli in dotazione del comune e alle donazioni fra cui quella di Padre Tommaso Maria Borgetti del 1835, è accolto presso una sala dell'antica Biblioteca comunale.

Nel 1925 i dipinti della Pinacoteca vengono trasferiti in tre sale a piano terra del medesimo edificio e, su indicazione di Luigi Serra, riordinati per dare assetto alla collezione.

Dodici anni più tardi, per rispondere alla necessità di maggiore spazio espositivo il Comune decide l'acquisto dell'adiacente Palazzo delle terme. Gli ammodernamenti ivi apportati, determinanti un ampliamento della volumetria degli spazi a disposizione, fanno sì che le collezioni possano essere suddivise in due sezioni: quella di arte antica e quella di arte moderna.

Al termine degli eventi bellici l'istituzione viene riaperta al pubblico nel 1949: accanto alle due sezioni precedenti si dà vita all'allestimento di una terza sezione dedicata agli Artisti Maceratesi, conseguente alla fervida attività espositiva svolta dalla associazione "Brigata Amici dell'Arte". Dal 1962 alla Pinacoteca ed ai Musei civici si aggiunge anche il Museo della Carrozza, istituito in seguito alla cospicua donazione effettuata dal nobile Pier Alberto Conti di Civitanova Marche. Con il continuo incremento di opere di genere strettamente contemporaneo, a partire dalle tre edizioni del "Premio Nazionale Scipione" (1955 - 1957 - 1964), si assiste ad una fervida attività espositiva, promossa con mirabile dedizione da Elverio Maurizi, che converge nell'istituzione della sezione d'arte contemporanea al cui interno è riservato uno spazio dedicato all'artista e architetto Ivo Panneggi.  

La sistemazione ancora in essere fino al 2007 è frutto di continui adattamenti dell'ordinamento voluto dal consiglio dei curatori impegnati nelle suddivisioni in sezioni e sottosezioni che, in linea con i comportamenti sociali del momento, danno vita nel 1963 alla sezione dedicata ad illustrare la "Macerata di una volta" e   nel 1972 a quella rivolta all'attività teatrale locale.

Con il trasferimento a Palazzo Buonaccorsi delle collezioni civiche si definisce un nuovo assetto con le tre ripartizioni vitali del patrimonio locale costituito dal museo della carrozza e dalle raccolta di arte antica, di arte contemporanea.