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Arte Moderna

 

La raccolta d'arte del Novecento è data dalla "sedimentazione storica" di opere provenienti dalla locale attività futurista negli anni Dieci e Venti, dal lavoro del Gruppo "Boccioni" (1932-1944), dai tre premi nazionali di pittura contemporanea "Scipione" (1955; 1957; 1964), dagli eventi promossi dagli Amici dell'Arte, dai rapporti nazionali ed internazionali intrattenuti negli anni Settanta da Elverio Maurizi, da acquisti effettuati dall'Amministrazione comunale oltre che da donazioni di artisti italiani e stranierei in occasione di mostre personali.

Ottocenteschi sono i ritratti del pittore teramano Guido Bonolis (Teramo 1800 - Napoli 1851) e le opere del maceratese Gualtiero Baynes (Macerata 1856 - Firenze 1938) donati dall'artista ad "incremento alla nascente Pinacoteca". 

La produzione scultorea locale è segnata dalla presenza di Fedele Bianchini (Macerata 1791-1857) allievo del Canova e di Giovanni  Battista Tassara (Genova 1841-1916) chiamato nel 1885  a dirigere la locale Scuola d'arte.

A Macerata l'idea di un arte regionale coincide con l'inaugurazione dell'Esposizione  nel 1905 dove vengono premiati tra gli altri lo scultore Giuseppe De Angelis e il  pittore Biagio Biagetti (Porto Recanati 1877-Macerata 1948).

Nella provincia maceratese accanto a inflessioni Liberty permangono tracce di cultura romantica, simbolista e tardoverista  che si traducono in vedute e scene di genere locali ad opera di  Peruzzi (Montelupone 1894 - Recanati 1995), Mainini (Macerata 1898 - 1981), Pellini (Montelupone 1908-1934) e Monti (Pollenza 1908 - Macerata 1981).

Nel 1925 l'artista ed architetto Ivo Pannaggi progetta l'arredamento per la residenza ad Esanatoglia (Macerata) dei coniugi Erso e Kenia Zampini. I lavori furono ultimati nel 1926, anno in cui la casa venne inaugurata.

Con la nascita nel 1932 del Gruppo Boccioni la scena artistica regionale è scossa da un secondo futurismo. Figure di spicco del gruppo maceratese sono  Sante e Mario Monachesi, Bruno Tano, Rolando Bravi,  Mario Buldorini, a cui negli anni si aggiungono Umberto e Peschi, Wladimiro Tulli, Fulvio Raniero Mariani. Sotto l'influenza di Enrico Prampolini questi giovani artisti sviluppano la loro ricerca soprattutto  nell'ambito dell'Aereopittura.

Studiate e valorizzate da Anna Caterina Toni negli anni Ottanta, le opere futuriste della Pinacoteca Comunale si integrano a quelle che fanno parte della collezione di Palazzo Ricci consentendo al visitatore una piena valutazione della  presenza e del ruolo di questo  movimento artistico a Macerata.

Negli anni che a Macerata vedono prima la ripresa dell'attività espositiva per merito della Brigata Amici dell'arte e poi la nascita del premio intitolato al maceratese Scipione ( 1954) si delinea sulla scena artistica nazionale il dibattito tra figurazione ed astrazione determinato dalla divisione all'interno del Fronte Nuovo delle Arti.

Nell'ambito della corrente neorealista gli  artisti diedero vita ad un'arte figurativa dalle forti valenze narrative e indirizzata a tematiche popolari. A questo ambito la nostra collezione fa riferimento con opere di Cassinari, Pincherle, Music, Bartolini, Brindisi, Cantatore, Spazzapan, Ferroni, Scordia (1955), Zigaina, Sassu, Cagli, Murer, Maselli, Trubbiani.

Alla corrente neorealista si contrappone una fazione più incline a un linguaggio d'avanguardia, astratto o informale. L'impronta artistica di autori come Scordia, M. Conte, Donzelli, Giuli, D'Angelo, Marchegiani, Lazzari, B. Conte, Uncini, Valentini, Bentivoglio, Bompadre, Spagnoli, Munari, Ricci, Mannucci, Marotta, Craia, Tulli, Licini, Di Cocco, Staccioli, Hsiao Chin, Licata, Bardi, BarisaniCagli, Afro, Peschi, Turcato, Vedova, Schifano, Carmi, si collega principalmente all'astrattismo con l'aggiunta di note impressionistiche fino alla poetica informale con l'introduzione nelle loro opere di elementi materici e di modi gestuali