Logo Macerata Musei - Palazzo Buonaccorsi - Museo della Carrozza
 
 
 
 
 
 
 

 

 
 
 
 
 
  
 

Percorsi tematici

 
Il nuovo progetto di allestimento muove dai tradizionali punti di forza della collezione maceratese e ne valorizza le capacità attrattive e i motivi di interesse con l'impiego di aggiornate tecnologie. Esso percorre due precise direttrici, ovvero la tematica evocativa e narrativa che scaturisce dal legame tra i veicoli in mostra con il territorio marchigiano da cui provengono ed il filone più strettamente tecnico, in base al quale si evidenzia la storia dell'evoluzione meccanica, dagli esemplari più datati sino a quelli più moderni.

L'una e l'altra tematica offrono due distinti livelli di lettura complementari, veicolati sia da pannelli di sala, sia da elementi multimediali, come videoproiezioni e touch screen. A conclusione del percorso è possibile accedere all'installazione multimediale In carrozza! Invito al viaggio nel territorio maceratese che propone un moderno viaggio verso alcune mete dell'entroterra suggerendo l'esperienza degli spostamenti con questo antico mezzo.  

Il Museo inoltre è dotato di un breve percorso di visita destinato al pubblico dei più piccoli, costituitoda cinque postazioni ludico-interattive.

 
 
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Il viaggio nell'Ottocento

 
Dal Settecento il mezzo prediletto per compiere lunghi viaggi era la Berlina, un'ampia carrozza coperta, molto solida e internamente confortevole, utilizzata dalle famiglie nobili per le ordinarie esigenze di spostamento e per i lunghi viaggi.

Sulle strade delle Marche transitava anche una ridotta percentuale degli stranieri in viaggio sulle rotte europee. Il Grand Tour settecentesco aveva lo scopo di istruire una minoranza di giovani aristocratici attraverso la visita dei luoghi classici della cultura che in Italia coincidevano immancabilmente con Firenze, Roma e Napoli, cui potevano aggiungersi altre destinazioni . Nell'Ottocento, con il diffondersi della sensibilità romantica e grazie al miglioramento dei collegamenti stradali, il viaggio in Italia coinvolse un pubblico più vasto ed eterogeneo.

Per ciò che concerne, invece, il trasporto pubblico di persone, si fa riferimento ai vetturini che, potendo condurre a richiesta il mezzo di proprietà del passeggero, percorrevano fino a quaranta miglia al giorno. Il viaggio a conduzione privata era praticato solitamente su di una berlina a sei posti che, a seconda del rango e delle esigenze del viaggiatore, poteva farsi precedere   da uno o più fourgon con i bagagli e la servitù.

 
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Fra città e campagna

 

Nell'Ottocento, secolo clou della carrozza, per effetto dello sviluppo economico e del progresso nella costruzione delle strade carrozzabili, divenute più resistenti e scorrevoli grazie all'invenzione del bitume ad opera di Mc Adam, la circolazione urbana crebbe ovunque a dismisura: vetture private, vetture destinate al pubblico trasporto e utilitarie di ogni tipo affollavano le principali vie e piazze cittadine.

Tra i mezzi più piccoli troviamo i coupé de ville, altrimenti noti come brougham, gli antenati, nella loro   caratteristica veste nera, del moderno taxi, vetture comunemente possedute anche dai privati di un certo rango.

La Break Wagonette era un veicolo di modeste dimensioni particolarmente adatto alle fugaci uscite fuori porta così come al trasporto pubblico. La documentazione fotografica di fine Ottocento e l'abbondante produzione di cartoline dei primi anni del secolo successivo   confermano l'abituale presenza di queste agili carrozze negli andirivieni di partenze e di arrivi sulle piazze dei paesi (tra bauli montati sulla cassa e bauli scaricati a terra) oppure sugli spiazzi solitari, fuori dalle piccole stazioni, in calma attesa.

La carrozza definita comunemente americana oppure buggy fu progettata a metà Ottocento per percorrere le grandi pianure del Nuovo Continente. Si diffuse con l'affermarsi del trottatore americano, agile e veloce. Creata per la grande velocità su strade rettilinee, nei primi esemplari era addirittura priva di freno con conseguenti e immaginabili difficoltà in caso di manovre ristrette.

La carrozza americana, apprezzata anche in Australia, trovò consenso in Europa per la sua linea non comune. A questo raffinato modello si richiama, nel tettuccio squadrato e nei vetri ai finestrini, l'omonima prima vettura costruita con motore Benz nel Novecento.
 
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Giocare con la carrozza

 

Tra i passatempi dei bambini, la passeggiata in carrozza aveva un'attrattiva particolare. A tale scopo erano in gran voga dei piccoli calessi chiamati tonneau, per via della forma arrotondata, o governess-car, in quanto destinati ad essere condotti proprio dalla bambinaia. Nelle case agiate, al mondo dell'infanzia erano riservati spazi in cui i piccoli potessero disporre di qualche momento di libertà, come la stanza dei giochi.   Nell'assortimento dei giocattoli d'epoca, tra le predilezioni maschili e femminili, spiccavano cavalli a dondolo, trenini, macchinine, bambole, carretti e carrozzine, questi ultimi spesso utilizzati complessivamente nel gioco simbolico, uguale a se stesso in ogni tempo.

Così come le bambole rappresentavano l'oggetto preferito nella messa in scena di situazioni fantastiche, non di meno gli stessi bambini diventavano protagonisti di momenti di imitazione della realtà dei più grandi, e si divertivano, tra coloro che impersonavano il ruolo di genitori e coloro che si adattavano a fare i figli, nel trastullo di carrozzine piccole e grandi: le prime per il passeggio dei bambolotti, le altre per il loro stesso divertimento. I piccoli, sostituendosi all'animaletto da traino, pony o capretta, solitamente utilizzato all'aperto, facevano a gara per trasportarsi allegramente a vicenda, sotto lo sguardo vigile degli educatori.

 
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La carrozza sportiva

 

Il passaggio dalla guida del cocchiere a quella del proprietario, sulla serpa della propria carrozza, costituisce una sorta di evoluzione naturale che interviene nel corso dell'Ottocento.   Nella ricerca di un impiego diretto e personale del veicolo, per le uscite in campagna, per la caccia o in occasione di feste e ricorrenze si riflette la trasformazione del costume sociale, legata al prevalere degli stili di vita borghesi.

Conseguenza di questo diverso approccio è anche la definizione di una sensibilità sportiva. Se alla guida è un cocchiere, il viaggiatore gode della più completa libertà di contemplazione, di riposo, di riflessione, e finanche di conversazione. Se, piuttosto, alla guida è lo stesso proprietario della carrozza, allora il godimento deriva dal tenere in pugno le redini, e cioè, psicologicamente, dal dominare la situazione: veicolo, cavallo, andatura, strada.